02 Maggio 2008

read me

Oggi è una giornata strana, una giornata apatica. Vorrei una sigaretta. Fumare è stupido. Però oggi è una di quelle giornate in cui mi sento una proiezione astrale di me stessa, le mie mani scrivono, il mio viso ride piange e scherza, la bocca si muove ma io non ci sono, il mio corpo è vuoto... E' come se fossi in dormiveglia sdraiata al di sopra di me, e ogni tanto aprissi un occhio e catturassi uno scorcio di quelle "mie" azioni fisiche che però non mi appartengono. Ecco perché voglio fumare, perché sono lontana da me e nel posto in cui mi trovo una sigaretta non fa male, non è una minaccia alla propria salute, semplicemente perché nel luogo in cui io sono non ho un corpo, e sono troppo addormentata per ricordarmi di averne uno, per dirmi "Ehi, rientra, ritorna...Cucù: che ci fai lassù? Scendi e riappropriati di te stessa" , però abbastanza sveglia da contrastare questo desiderio, l'occhio si è aperto al momento giusto e ha sbirciato sul nascere di una cattiva azione, però io voglio ancora fumare. Però...

 

"Ehi scema, torna a casa"

 

Il corpo è la casa dell'anima, carne ossa e sangue sono e formano una struttura reale e fisica atta a contenere qualcosa di inverosimile e invisibile, è paradossale, come la realtà sia necessaria alla non realtà, come l'immateriale sia parte fondamentale del materiale... Lo spirito ha bisogno di un tetto organico per poter esistere esattamente come il tetto ha bisogno di un inquilino inverosimile e quasi beffardo nel suo misterioso alone di incertezza legato a doppio filo all'incertezza stessa sulla sua concreta e pertanto possibile esistenza .

 

Possibile.

 

Va davvero così, il mondo? E' un così semplice ma al contempo impossibile concetto? La fusione tra contrari, opposti esatti, teorie che si smentiscono a vicenda, parole che ne contraddicono altre ma dalle quali non possono viaggiare separatamente lungo la via della vita? Il + per essere tale ha bisogno del -, l'assurdo del concreto, la realtà della fantasia, l'anima della carne e viceversa... Atavica e scontata risposta antica come la vita stessa, ma così contraddittoria, beffarda, ridicola, sadica che al pensarci troppo su ti fa venire mal di testa... Nero e bianco per essere appunto bianco e nero, giorno e notte luce e ombra, bene e male per concretizzare la propria possibilità di far parte di un fermo solido e reale concetto di esistenza.

 

                                                              ?Io esisto?

 

Ma allora io mi chiedo, cosa ne è dell'uomo? Dell'etica, della coscienza dell'uomo, se il male secondo etica e coscienza va ripudiato in quanto tale, nonostante esso sia necessario al bene in se stesso? Come posso io, accusare ed incolpare il male, se è benefattore del bene, permettendogli di esistere come il bianco fa con il nero? Dov'è l'equilibrio, la semplice definizione dei ruoli, se il giusto è madre dello sbagliato e lo sbagliato è padre del giusto?

Io non capisco, non capisco cos'è che  regge il mondo, non capisco la mano che lo tiene sospeso tra le stelle e gli altri pianeti, se non c'è morte non c'è vita e se non c'è vita non c'è morte, ma questo ha un senso? Chi è l'autore di questa perfetta fusione tra assurdo e reale, tra contraddizioni basilari al nostro concetto di pura e semplice esistenza, come, ad esempio, il bene e il male? Chi è che ne ha cancellato i ruoli, che li ha privati della loro essenza stessa, del loro essere buono e cattivo? Chi è che ha acceso la fiaccola della vita usando il fuoco della torcia delle contraddizioni? Io non capisco.

 

Sigaretta. "Ben tornata, stronza".

 

Me stessa. Che bella domanda.

5 commenti

  • Bloodyanarkin

    Il mondo

    è retto dall'antitesi, ciò che è analogico alla fine non è che una nostra percezione di ciò che è solo 0 e 1. Il mondo è retto dall'antitesi lo dice ogni cosa in natura, anche ciò che non percepiamo come unico nella sostanza è tale...l'uomo stesso nasce dall'antitesi uomo donna, e gli accidenti del mondo sono retti dall' antitesi Dio- Satana, solo a ciò che è metafisico è concesso il trino.
    Per quanto concerne la rivitazione friulana della novella: "Di Notte un Geranio
    Scritto il: 08/01/2009 22:13:33
  • Feticistalcolico

    Ma Si, fuMaCi Su..

    CoN tUtti Sti RaGinAmenTi Ti FumErà aNcHe lA teSta;

    Io nOn eSisTo e queSto commEnto nOn l'Ho mAi sCritto.
    Scritto il: 13/08/2008 19:15:12
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